PHP decoder

Archivio del gennaio, 2008

Il ritorno di Ewa Sonnet

29 gennaio 2008

wa Sonnet


Ewa Sonnet è stata eletta la Peppimate del 2007.

Oggi ve la propongo con un nuovissimo imperdibile servizio fotografico direttamente da bustyandsexy.net.

Assolutamente da non perdere.

Articolo completo da SoftBlog;

Aperte le traduzioni per Ubuntu Hardy Heron

28 gennaio 2008

di Michele C. Soccio

Ora che i pacchetti di Hardy Heron, la prossima release di Ubuntu che verrà rilasciata ad Aprile, cominciano a prendere forma, quelli di Canonical hanno deciso che è tempo di cominciare la lunga e difficile opera di traduzione.

Per questo lavoro la comunità è chiamata alle armi: tradurre alcune frasi non è certo un compito riservato ai programmatori o agli specialisti e può essere un’occasione per contribuire ad un progetto a cui spesso attingiamo senza dare nulla in cambio. Ma come fare?

Per prima cosa bisogna collegarsi nell’area dedicata di Launchpad, quindi scegliere un pacchetto al quale contribuire (i più importanti sono elencati più in alto). A questo punto, se siete utenti di Launchpad, potete iniziare a contribuire suggerendo delle traduzioni.

E magari in Pidgin mettiamo “l’utente si è scollegato” invece di “l’utente ha annullato la sottoscrizione ;) .

Articolo completo da OneOpenSUSE;

Perchè KDE4 non ha scelto Compiz

28 gennaio 2008

di Dario Freddi

Il compositing di KWin è stata, ed è tutt’ora, una delle caratteristiche più chiacchierate del nuovo KDE4. Tuttavia, è inevitabile pensare al livello qualitativo di Compiz e a come KWin4 possa avere, come si suol dire, “reinventato la ruota”, facendo sforzi inutili in un campo dove c’era già un prodotto di qualità che poteva essere riutilizzato.

Nelle note di rilascio c’è una sezione dedicata proprio alla questione Compiz vs. KWin4, e alle varie ragioni per le quali gli sviluppatori KDE non hanno voluto affidarsi a Compiz. Consiglio la lettura a tutti, visto che molte cose fanno riflettere.

La ragione principale per la quale KWin è stato abilitato al compositing è per il fatto che supporta sia la modalità con il compositing attivato che quella senza. Di certo non si può obiettare: in effetti un’eventuale adozione di Compiz avrebbe portato ad un lavoro simultaneo su due fronti: le modifiche a Compiz stesso, e lo sviluppo di KWin, che sarebbe stato comunque necessario come “fallback”.

Sicuramente rilevante è stato anche il fatto che Compiz è stato pensato per essere utilizzato con GNOME; tutt’ora infatti, come sottolineano anche gli sviluppatori, l’integrazione con kde-window-decorator è dozzinale se comparata con i temi di Metacity.

Ad ogni modo, la cosa più interessante che mi è saltata in mente leggendo questo articolo riguarda il futuro di Compiz: visto che ormai più o meno tutti possono usufruire del compositing, e che sia KWin che Metacity stanno lavorando ad un supporto nativo ad esso, se anche GNOME prenderà la strada di KDE Compiz rischia di diventare inutile.

Credo che la cosa che più peserà in questo senso sarà la decisione di GNOME: migliorare l’integrazione di Compiz o scegliere l’approccio di KDE? Vedremo.

Articolo completo da OneOpenSUSE;

KDE 4.1, decise le date di rilascio.
Articolo completo da OneOpenSUSE;

Naomi. Wow che bel costume!

28 gennaio 2008

Bikini

Questa Naomi ha un fisico stupendo. 

Vorrei vedere tante ragazze con questo costume in spiaggia.

Articolo completo da SoftBlog;

Corinna on the rocks

28 gennaio 2008

Corinna on the rocks


Continuiamo con la categoria di fanciulle che si divertono a passeggiare nude sugli scogli. Oggi è il turno di Corinna. Il resto delle foto lo trovate su go-girls-go.com. Buona visione.

Articolo completo da SoftBlog;

Open Day Futura – Domenica scorsa c’è stata l’inaugurazione ufficiale della palestra

28 gennaio 2008

Ciao a tutti

domenica scorsa (20/01/2008) c’è stata l’inaugurazione ufficiale della mia palestra: La Futura .

Alle 9.00 della mattina ho avuto la possibilità di partecipare, con l’impareggiabile Lory e l’inossidabile Marco, all’allestimento degli ultimi dettagli per la grande festa di apertura.

Gonfia il palloncino, lega il cordino, sistema il buffet e ancora … gonfia il palloncino, lega il cordino …

Soltanto la determinazione e la coordinazione tipica di noi frequentatori di questo tempio della forma fisica, ci ha permesso di non impazzire inseguendo i palloncini che, dotati probabilmente di vita propria, una volta gonfiati di elio, tentavano di sfuggire al nostro controllo svolazzando per tutti i locali …

Una nota di merito va anche al buffet allestito per l’occasione: era un tripudio di leccornie, dolci e salate, le tipiche tentazioni da cui si deve normalmente sfuggire.

Si è creata un situazione ‘dantesca’ con una sorta di contrappasso: la panca da addominali, vicino alla torta salata; il runner in vista del bigne alla crema o quello al cioccolato; la sala spinning pervasa dall’aroma di salame nostrano e quella stretching contagiata dal profumo di vini stappati a ripetizione.

Qui di seguito pubblico alcune foto prese con la palestra vuota, così che si possano apprezzare gli ampi spazi a disposizione che gli strumenti da ‘mangiatori di ghisa‘ messi a nostra disposizione.

Vi ricordo anche l’articolo sulla motivazione mentale e il fitness;

Palestra Futura - Marco ‘The Man’ Runner Sala pesi 1 Sala pesi 2

Qtrax, così il P2P diventa legale

28 gennaio 2008

di Giacomo Dotta

Qtrax, e il P2P diventa legale: un player, un DRM, un accordo con i big ed il sharing diviene strumento utile e lucroso.

Il progetto è in beta test e tutte le major vengono annunciate in accordo con il progetto. Warner, però, a sorpresa si defila

Senti che le major si accordano per un servizio legale di P2P e ti senti come se avessi appena visto il diavolo fare il bagno nell’acqua santa.

Qualunque sia il diavolo, qualunque sia l’acqua santa. Perchè le parti sono sempre state oltremondo distanti, con l’acronimo “P2P” che nel tempo è diventato sinonimo di pirateria perdendo l’originale e neutra accezione tecnica.

Il nome nuovo è quello di Qtrax. L’annuncio è giunto nel weekend con il gruppo orgoglioso di annunciare l’avvenuto accordo con le quattro maggiori case discografiche al mondo (Universal Music Group, Sony BMG Music Entertainment, Warner Music Group ed EMI Group), avendo così a disposizione un paniere da 25 milioni di brani musicali da mettere a disposizione degli utenti (salvo poi immediato clamoroso retroscena a parziale smentita del pomposo annuncio).

Qtrax permette il download gratuito dei pezzi e garantisce un’equa distribuzione degli introiti (ottenuti tramite canale pubblicitario) ai rispettivi detentori dei diritti d’autore. Qtrax, dunque, «non è solo un’altro network P2P» ma rappresenta una autentica alternativa per quanti ambiscono alla musica legale e gratuita.

Uno strumento su tutti permetterà a Qtrax di sopravvivere: trattasi del Digital Right Management, ovvero un sistema di tracciamento dei brani che ne imporrà alcuni vincoli minimi offrendo allo stesso tempo uno strumento per registrare l’uso dei file determinando in conseguenza l’ammontare di quanto dovuto agli artisti.

Per gli italiani ci sarà al momento ancora da attendere in quanto il tutto non è ancora stato attivato nel nostro paese (la beta per Mac, inoltre, sarà disponibile a partire dal 18 marzo).

Per l’industria discografica trattasi di una nuova importante scommessa. Il modello iTunes sembra non soddisfare ancora, la pirateria non si arresta e, soprattutto, in generale i numeri del mercato sono in pericoloso declino in questa fase di passaggio al nuovo modello della fruizione digitale.

Con Qtrax le major fanno un passo deciso in direzione dell’utenza e tramite il client propongono quello che in molti ad oggi cercano: musica gratuita e legale. La distribuzione P2P permette di annullare i costi di distribuzione ed inoltre aumenta la disponibilità dei pezzi ed il valore sociale della rete di sharing.

Sebbene Qtrax prometta però copertura completa del panorama musicale, una casa discografica sembra defilarsi fin da subito: Warner avrebbe confermato un accordo passato ma, data la scadenza al 2007, l’etichetta si sente ora svincolata e non sembra voler lasciare margini di manovra al progetto.

Ad oggi i file sono distribuiti in formato non compatibile con gli iPod, i quali riproducono solo MP3 o file sotto FairPlay (tecnologia che Apple non concede ad oggi in licenza ad altri).

Ancora non è dato dunque nulla a sapersi circa la possibilità per cui a breve Qtrax sarebbe in grado di portare anche sui player con la mela i propri brani.

La nuova fonte permetterà inoltre di accedere a lyrics, video ed altre features. Per un giudizio sommario occorrerà però attendere l’esordio ufficiale ed un primo periodo di rodaggio in attesa che la beta diventi quantomeno release ufficiale.

Il maggior difetto ad oggi sembra essere riscontrabile nella limitazione dell’uso dei brani su pc tramite il player esclusivo del servizio (basato su Songbird). Trattasi di una strada obbligata per tracciare brani ed utilizzo, trattasi di un passaggio obbligato per la proposta della pubblicità, trattasi però di una strada impervia lungo la quale già altri progetti si sono anzitempo persi.

Le major però sembrano concordare all’unisono: così come con Imeem, Last.fm o Spiralfrog, anche in questo caso val la pena provarci.

  • Articolo completo da WebNews;
  • Il P2P è legale, anzi no. Altra fonte da TuxJournal.Net;
  • Qtrax, jukebox celestiale ma non troppo. Altra fonte da Punto Informatico;
  • Major del disco e peer-to-peer braccio di ferro lungo nove anni. Altra fonte da Punto Informatico;

Fibra, elettricità, wi-fi e satellite. Tutte le strade della banda larga

28 gennaio 2008

di ALESSANDRO LONGO

LA BANDA larga cerca di sperimentare nuove vie per raggiungere l’utente e diffondersi. A volte persino con idee originali, come quella avuta da un operatore britannico che ha annunciato di voler cablare la fibra ottica attraverso le fognature in alcune città.

Perché si arriva a tali acrobazie di fantasia, per la fame di fibra? Il punto è che la fibra resta ancora il modo migliore per trasportare tanta banda larga. Ma è anche un modo molto costoso, perché per mettere nuova fibra bisogna scavare. Usare le fogne può essere un’alternativa agli scavi, ma è tutta da verificare: la manodopera nelle fogne è costosa e non è che i cavi possano essere posati a terra con incuranza; devono essere fissati solidamente.

Eppure l’amore per la fibra sembra non conoscere ostacoli e anzi si diffonde in nuove direzioni. Finora è stata usata perlopiù nel cuore del network banda larga, nella dorsale, anche se poi l’utente accedeva alla rete, nel cosiddetto ultimo miglio, attraverso altre tecnologie: come l’Adsl sul doppino di rame. Adesso si vuole fare percorrere alla fibra qualche tratto in più, fino all’utente o almeno fino al marciapiede vicino al palazzo.

La fibra che arriva fino in casa è già realtà diffusa in Estremo Oriente, mentre in Europa siamo alle sperimentazioni; Telecom Italia ha rimandato il lancio del servizio al 2008 (prima l’aveva annunciato per fine 2007), a partire da Milano.

Solo la fibra nelle case (e negli uffici) può ad oggi dare una banda larga di 100 Mbps (almeno una decina di volte più veloce di un’Adsl comune); è noto inoltre che le Adsl si stanno avvicinando al punto di saturazione (oltre un certo numero di connessioni attive in zona, il doppino di rame non riesce più a offrire buone prestazioni banda larga).

Per questi motivi l’estensione della fibra viene vista come il futuro inevitabile. Ma, anche tra qualche anno, questo sarà un progresso disponibile solo in una minoranza di edifici, ecco perché l’industria continua a puntare anche su tecnologie alternative per portare la banda larga all’utente.

Uno dei sogni storici, che si trascina ormai da anni, è la banda larga su rete elettrica: i cosiddetti servizi powerline. Il cavo elettrico è simile al doppino di rame, quindi riesce a trasportare dati e connettere a internet. All’atto pratico, è però cosa complessa, richiede di modificare le cabine elettriche e di fare i conti con possibili interferenze, tra l’altro.

Per questo motivo le powerline sono ancora poco diffuse: in Europa lo sono soprattutto in Germania; nel 2007 hanno fatto progressi negli Usa. In Italia Enel ha sperimentato la tecnologia per anni, ma ad averla lanciata al pubblico finora è stata solo la municipalizzata Asm di Brescia.

Ha due offerte che portano la banda larga nelle case in alcuni quartieri, alla stregua dell’Adsl. Conta di ultimare la copertura della città nel 2009.

Un’alternativa più pratica, al classico doppino di rame, è data dalle reti wireless: ad oggi WiFi/Hiperlan di provider e Umts/Hsdpa di operatori mobili; dalla metà del 2008, si aggiungerà in Italia anche il WiMax. Il 30 gennaio, infatti, saranno aperte le buste delle offerte per l’asta WiMax.

Hiperlan e WiMax hanno usi molto flessibili: sono utilizzabili non solo per l’ultimo miglio ma anche a monte del network: per creare ponti radio laddove manca la fibra. Ad oggi le reti Hiperlan più importanti, alternative all’Adsl e alla fibra, sono nella Provincia di Cremona e di Brescia, per un totale di circa 200 comuni coperti.

Un’altra possibilità classica, per portare la banda larga in case e aziende, è il satellite. Ma più che una vera alternativa finora è stato un surrogato: i servizi satellitari molto più costosi e/o più lenti dell’Adsl.

In futuro le cose potranno andare meglio, visto il progetto appena annunciato dall’europea Eutelsat e l’americana Viasat: dal 2010 offriranno servizi satellitari evoluti, tali forse da rivaleggiare con l’Adsl. Merito sarà di due nuovi satelliti che saranno lanciati nello spazio, studiati ad hoc per le connessioni a Internet e con capacità di 70 e di 100 Gbps.

Si prevede insomma un nuovo decennio in cui a forza di reti wireless, fibra ottica estesa, satelliti più prestanti, le connessioni veloci saranno molto più diffuse e capaci.

Articolo completo da TuxJournal.Net;

Diabete, un legame inaspettato con i veleni inquinanti delle città

28 gennaio 2008

di CRISTINA NADOTTI

ROMA – C’è un legame tra il diabete di tipo 2, quello che riguarda l’età adulta e la vecchiaia, e l’esposizione prolungata a composti organici velenosi.

Sull’ultimo numero della rivista medica Lancet, due ricercatori della prestigiosa università americana di Cambridge, nel Massachusetts, sottolineano la necessità di investire di più negli studi su una possibile relazione tra i Pop, cioè gli inquinanti organici persistenti (per intenderci, quelli che si liberano anche dall’incenerimento di rifiuti e si insidiano negli organi degli esseri viventi) e la comparsa del diabete.

Oliver Jones e Julian Griffin citano numerose ricerche sul diabete di tipo 2 nelle quali ai pazienti affetti dalla patologia, o a notevole rischio di contrarla, sono stati riscontrati alti livelli di inquinanti organici resistenti nel sangue.

In particolare, sono state trovate tracce più consistenti di organoclorine, presenti in numerosi insetticidi e già note per la loro azione cancerogena, e dei loro composti.

“Quello che deve essere indagato con più attenzione – sottolinea Oliver Jones su Lancet – è se quella che è stata osservata al momento come una correlazione, cioè essere diabetico e avere alti livelli di Pop nel sangue, una volta studiata possa essere stabilita come un rapporto di causa effetto.

Se così fosse, le implicazioni potrebbero essere enormi.

Dobbiamo però richiamare l’attenzione della comunità scientifica, perché abbiamo alcuni segnali ma informazioni molto limitate.

Le ricerche sul diabete, in generale, si concentrano molto di più sui fattori genetici e sull’obesità e in pratica non sono mai stati considerati i fattori ambientali nello sviluppo della malattia”.

In tutto il mondo si stima che ci siano oltre 264 milioni di diabetici e la malattia è una di quelle a maggiore crescita nelle società industrializzate e l’Organizzazione mondiale della Sanità ha parlato di “epidemia mondiale di diabete”.

Negli Stati Uniti, una della nazioni più colpite dove il diabete è la settima causa di morte, ogni anno le spese sanitarie connesse al diabete ammontano a 174 miliardi di dollari, una cifra che è cresciuta del 32 per cento dal 2002 a oggi.

La situazione non è diversa in Italia , dove i numeri registrati presso i centri di diabetologia registrano un incremento medio annuo di diabete di tipo 2 fra il 7 e il 10 per cento a seconda delle diverse zone e uhn totale di ammalati di circa 3 milioni.

L’incremento non riguarda solo il diabete che colpisce in età adulta e la cui principale causa è indicata nell’obesità, si registra un incremento, in questo caso dell’1 per cento, anche del diabete di tipo 1 o giovanile.

La Sardegna è la regione italiana che ha un’incidenza e una prevalenza di diabete giovanile tra le più alte del mondo, in Europa seconda soltanto alla Finlandia.

In Sardegna l’incidenza del diabete di tipo 1, cioè quello insulinodipendente, nella fascia di età tra 0 e 14 anni è di 34 casi per 100.000 anno.

Articolo completo da Repubblica;

Qui trovate l’articolo scritto da Sam sul Diabete.

88 minuti con Al Pacino, il trailer

28 gennaio 2008

Dopo avervi mostrato ben 3 locandine, oggi possiamo goderci il trailer di 88 minuti, nuovo film con Al Pacino superstar.

Diretto da Jon Avnet, stesso regista di Righteous Kill, film che vedrà il ritorno di Pacino e De Niro sullo stesso set, la pellicola uscirà negli States il prossimo 18 aprile, con mostruoso ritardo rispetto ai tempi di lavorazione.

Articolo completo da CineBlog;