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L’algoritmo di Google è più umano del previsto

20 dicembre 2007, scritto da Franco


In una recente intervista il responsabile delle ricerche di Google, Peter Norvig, ha confermato l’esistenza di personale assunto per verificare e valutare l’accuratezza dell’algoritmo alla base del motore di ricerca

Google assume personale per testare continuamente i risultati del proprio motore di ricerca. La notizia non è un’indiscrezione, ma giunge direttamente da Peter Norvig, il responsabile delle ricerche del colosso di Mountain View. Intervistato dalla rivista Technology Review, Norvig ha svelato alcune curiosità sul motore di ricerca più utilizzato al mondo, pur mantenendo il massimo riserbo sul famigerato algoritmo che gestisce ricerche e risultati di Google.

A una domanda su come il motore di ricerca sia in grado di valutare e mantenere la propria accuratezza nel fornire i risultati, così ha risposto Peter Norvig: «Compiamo numerosi test. A livello macroscopico, teniamo traccia dei clic degli utenti. Se selezionano il primo risultato, e non tornano indietro per cercarne altri, ciò significa probabilmente che hanno trovato ciò che desideravano.

Se invece continuano a scorrere la schermata, pagina dopo pagina, magari riformulando la domanda, allora sappiamo che i risultati ottenuti non corrispondono a ciò che gli utenti cercavano. Un’altra strategia che utilizziamo è quella di selezionare a caso alcune richieste e assumere un certo numero di persone per avere una valutazione oggettiva dei risultati ottenuti. Si tratta di collaboratori che assumiamo per avere esclusivamente un giudizio. Li formiamo per identificare siti Web di spam o fraudolenti, dopodiché registriamo le loro valutazioni».

Nonostante l’importanza dell’intervista, che conferma ancora una volta quanto sostenuto da numerosi analisti sul motore di ricerca, Norvig ha fornito una risposta sufficientemente ambigua per preservare le strategie utilizzate da Google nei confronti dei propri valutatori. Non è chiaro, infatti, se i giudizi emessi dai gruppi di feedback siano utilizzati con l’unico scopo di valutare la qualità dell’algoritmo o anche per fornire un giudizio sulla qualità dei siti Web indicizzati dal motore di ricerca.

Articolo completo da WebNews;

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