Informatici ed esperti IT, quelli bravi scappano
Roma - Quando 23 anni fa ho iniziato a sviluppare applicazioni Enterprise (il modulo per i pagamenti dei bollettini postali run-time l’ho sviluppato nel lontano ‘85 in Assembler), l’informatica era qualcosa di assolutamente avulso dalla realtà quotidiana. Per la comunità, gli informatici erano qualcosa di molto simile ai tecnici delle lavatrici ed il computer un costosissimo accessorio, la cui utilità a livello personale era quanto mai dubbia (ricordate la famosa frase del CEO IBM: il pc non ha futuro?!).
Nei primi anni ‘90 si comprese che il PC computer aveva una sua ragione di essere, questo grazie anche all’introduzione di linguaggi RAD, agli spreadsheet e agli editor di testo. Si trattò di un epoca di transizione, dove ancora i mini computer erano troppo mini per le applicazioni aziendali, ma avanzavano a rapidi passi. L’informatico all’epoca era già sentito come un tecnico qualificato e benché pochi ancora capissero in cosa realmente consistesse il lavoro dell’informatico, si iniziava già a consideralo un risolutore di “particolari problemi”.
Articolo completo da Punto Informatico
Approfondimento da Punto Informatico
December 13th, 2007 at 10:47
[…] fuga dei cervelli […]