Napoli: no no, niente Linux, grazie
Napoli - Perché alterare la sublime armonia di una pubblica amministrazione incardinata nel software proprietario, con la caotica variabile del software libero? È difficile trovare una risposta a questa domanda solo se si siede nella giunta comunale napoletana. La Giunta, nonostante un ordine del giorno dello scorso febbraio che imponeva la sperimentazione di Linux e open source ora ci ha ripensato.
NoTuxNe parla un articolo de ilMattino apparso nei giorni scorsi e ripreso da Gnuvox, che ricorda come l’ordine del giorno nasceva dalla convinzione di alcuni esponenti della maggioranza di poter risparmiare fino a un milione di euro di licenze software. Un ordine del giorno in cui il Consiglio comunale impegnava la Giunta “a predisporre le opportune azioni e proposte per accedere al fondo per il sostegno agli investimenti per l’innovazione negli enti locali, attivando la sperimentazione delle applicazioni software a codice aperto; ad utilizzare le stesse per la digitalizzazione del Comune di Napoli”.
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