Paolo Attivissimo ci mette una pezza - Scoperta l’ennesima bufala
Dopo aver ascoltato Paolo alla sua conferenza tenuta a Pavia qualche tempo fa, mi sono fatto più critico sulle notizie che vedo ‘passare’ tutti i giorni in rete.
Vi ricordate questo articolo in cui si parlavo di un cane esposto come un’opera d’arte lasciato morire di fame da un artista in una mostra ? Pur diffondendo l’informazione, mi ero ripromesso di documentarmi in merito per chiarire se la cosa fosse vera.
Bhe, Paolo Attivissimo mi ha preceduto e grazie a lui sono venuto a conoscenza del fatto che si tratta di una storia studiata ad arte per scatenare l’indignazione globale.
Cito dal suo blog la parte conclusiva della notizia, mentre l’articolo completo lo potete trovare qui:
“In sintesi, la storia funziona perché gioca sui nostri luoghi comuni: gli artisti moderni sono incomprensibili e farebbero qualsiasi cosa in nome della cosiddetta arte; i visitatori di queste mostre sono snob insensibili; i paesi latinoamericani sono rozzi e primitivi; la gente è crudele con gli animali e nessuno fa nulla per fermarli.
Ma funziona anche su un altro livello: ha dimostrato pienamente la tesi di Vargas, ossia che la gente è ipocrita. S’indigna e si mobilita per un animale messo in mostra a morire (apparentemente) di stenti, mentre fa finta di nulla quando incrocia la stessa creatura per strada. Per questa storia si è mossa l’Organizzazione Italiana Protezione Animali e si è attivato persino il commissario UE Frattini per trovare la maniera di bandire Guillermo Vargas dall’Unione Europea. Allo stesso modo, temo che molta gente “firmerà” questa petizione assolutamente inutile e crederà con questo di aver fatto il proprio dovere di animalista DOC.
Io avrei una proposta: invece di “firmare” pigramente, andare a comperare una scatoletta di cibo per cani e portarla al rifugio per animali più vicino. Costa più fatica, ma è sicuramente un gesto più utile. E con lo stipendio di un commissario UE, o di un giornalista che ha riportato come assolutamente certa la notizia senza verificarla, chissà quante scatolette si potrebbero comperare.”
Senza sapere nulla di questa storia, colgo l’occasione per invitarvi a partecipare all’adozione a distanza di cui ho parlato qui.
Fino ad ora la risposta è stata abbastanza tiepidina, ma sono sicuro che non mi deluderete.