Byterun decoder

Smile: battute di ‘merda’

18 ottobre 2007, scritto da Franco


Le battute che seguono sono volgari, assolutamente cretine e quindi ora che hai letto questo avviso, se non sei interessato, sei pregato di non andare oltre.

Tratto da qui:

Riflessioni:

  • Se la merda valesse qualcosa, i poveri non avrebbero il culo.
  • La vita e’ come la scaletta delle galline: corta e piena di merda!
  • Mangiate merda: miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate!
  • La vita e’ come un panino alla merda. Piu’ pane hai, meno merda devi mangiare.
  • L’organizzazione di ogni burocrazia e’ molto simile a una cloaca: i pezzi piu’ grossi emergono sempre. (Arthur Bloch).
  • In un WC in autostrada: qui si entra e non si paga, qui si piscia e si caga, qui si esce a cuor contento, si prega solo di fare centro!
  • Una fragola svegliandosi una mattina si trova di fronte una cacca, alla quale dice: “Sei proprio orripilante… sei disgustante, puzzolente, brutta e mentre passa il tempo peggiori pure. Invece io divento sempre più bella e profumata”. Dopo un po’ passa di là un ragazzino e se la mangia. Allora la cacca: “Ci vediamo presto fragolina!”

Barze:

  • “Ma che bel cane, signora. Alano?”. “Mah, per cagare, caga…!”
  • Un signore trafelato entra di corsa in un bar con in mano un escremento canino ed esclama: “Guardate cosa stavo per pestare !”.
  • “Non seccarmi!” disse una cacca al sole.
  • Due mosche stanno mangiando su una cacchina di vacca. Ad un tratto una di esse fa un rutto “burp!”. E l’altra, rivolgendole la parola: “Eccheccazzo, stiamo mangiando!”.
  • Dialogo fra due cacche: “Tu in che ano sei nato?”.
  • La maestra chiede ai suoi scolari se sanno quale sia la cosa piu’ veloce dell’ universo. Carletto: “Il suono, signora maestra !”. La maestra: “Bravo, ma c’e’ qualcosa di ancora piu’ veloce!”. Giovanni (il secchione): “La luce!”. Maestra: “Bravo, e’ proprio la luce!”. Sentendo cio’, Pierino perplesso si rivolge alla maestra: “Ma come? la luce? la cosa piu’ veloce che ci sia e’ la merda!”. Maestra: “Pierino, cosa dici!”. Pierino: “E si’ e’ proprio lei! Pensi che ieri sera mio nonno e’ andato al bagno, non ha fatto a tempo ad accendere la luce che se l’e’ fatta addosso!”.
  • Due carabinieri camminando su un marciapiede trovano una merda per terra. Il primo dice all’altro: “Se mangi quella merda ti do un milione!!”. Il secondo pensando alla sua cattiva situazione finanziaria accetta, si mangia la cacca e cosi’ l’altro e’ costretto a pagare. I due riprendono a camminare finche’ dopo un po’ il primo dice: “Non avrei mai pensato che tu fossi capace di fare una cosa simile!”. Dopo pochi metri il primo dice: “Ma che schifo mangiare una merda per soldi”. E dopo un altro po’ dice ancora: “Ma come si fa a fare un cosa simile!!!!” e cosi via per metri e metri. Ad un certo punto trovano un’altra merda e si fermano. Il secondo allora dice: “Adesso dopo che hai rotto per un bel po’ te lo do io un milione se mangi questa!!!”. Il primo non vedendo l’ora di recuperare i soldi se la mangia e l’altro lo paga. Cammina, cammina, ad un certo punto il primo si ferma e dice: “Ma che idioti siamo!! Abbiamo mangiato due merde per niente!!!”.
  • Come fanno la cacca le arance ? A…grumi!
  • Moglie e marito sono a teatro, seduti in sala, in attesa dell’inizio dello spettacolo. Ad un certo punto l’uomo e’ colto da forti dolori di pancia, sempre piu’ insistenti e dice alla moglie (sottovoce): “Cara, non resisto, devo andare subito al gabinetto”. La moglie (sottovoce): “Ma proprio adesso! Lo commedia sta per iniziare”. Ma l’uomo insiste (sottovoce): “Non resisto proprio. Torno subito”. Detto questo l’uomo si alza e piegato in due si avvia verso il fondo della sala con tremendi spasmi addominali e gorgoglii sinistri. Individuata la maschera si avvicina e chiede di un gabinetto. “Il gabinetto, certo. Dunque, faccia attenzione. Esca dalla sala e giri nel corridoio a destra; lo percorra fino in fondo e prenda la porta a sinistra, salga i quattro scalini che ci sono e poi entri nella prima porta a sinistra, faccia il corridoio a destra e quindi prenda la terza porta a sinistra. Li’ c’e’ il gabinetto”. L’uomo, oramai sull’orlo di un plateale cedimento intestinale, ringrazia frettolosamente, si precipita fuori dalla sala e comincia a percorrere la strada indicatagli dalla maschera. Tuttavia dopo due o tre porte e qualche corridoio l’uomo si rende conto di essersi perso nei meandri del teatro. Nessuno in vista, autonomia di circa un minuto. L’uomo, disperato, oramai piegato in due, gorgogliando in maniera pietosa, cerca un angolino appartato dove espletare i suoi bisogni, quando vede di fronte a se’ una porta. Si avvicina e la apre. Entra in una stanza quasi completamente buia. L’ideale per dare sfogo al proprio intestino. Si guarda attorno in cerca di un contenitore dove depositare il tutto ed ecco che vede un vaso di fiori. Lo prende con movimenti concitati, sfila i fiori, si tira giu’ i calzoni, ci si siede sopra e con immenso sollievo, fra rumori roboanti da’ pieno sfogo ai propri bisogni, riempiendo quasi completamente il vaso. Con evidente sollievo, sfregandosi le mani per la soddisfazione di essersi cavato d’impaccio cosi’ brillantemente da una situazione imbarazzante, l’uomo si riallaccia i calzoni, infila i fiori nel vaso e rimette tutto a posto. Quindi esce dalla stanza e rifatta la strada al contrario ritorna in sala. Lo spettacolo nel frattempo e’ iniziato. L’uomo riguadagna il posto accanto alla moglie e le chiede (sottovoce): “E’ molto che e’ iniziato?”. La donna (sottovoce): “Cinque minuti”. L’uomo: (sottovoce): “Di che parla?”. La donna (sottovoce): “Mah … per la verita’ non ho capito bene. E’ arrivata uno, ha cacato in un vaso di fiori e poi e’ andato via…”
  • Colpo di fulmine, due si vogliono sposare e lei insiste che lui vada a cena da lei per conoscere i parenti, ma gli dice di stare attento perche’ sono molto formali. Lui arriva alla splendida residenza dei futuri suoceri: ‘Che villa! Che parco! Devo proprio fare bella figura’. Durante la sontuosa cena pero’, forse per l’emozione, gli scappa drammaticamente da cacare di bestia. Pensa: ‘Se dico che devo andare in bagno e torno dopo 5 minuti capiscono troppo che sono andato a cacare e non sta bene… Dico che sono affascinato dal loro parco e che vado a respirarne gli splendidi odori prima del dessert’. Detto fatto, va a tirare una cacata incredibile dietro un albero. Fa per rivestirsi e nota che la merda non c’e’. Incuriosito si mette a cercare quando arriva la sua fidanzata con il papa’: “Caro cosa stai facendo?”. Lui: “Ho perso l’orologio, mi sembra sia caduto qui”. E pensa: ‘Se pestano la merda sono finito…’. Il padre posato: “Che cose strane succedono questa sera nel parco… Tu che perdi l’orologio… La tartaruga che gira con un chilo di merda sul guscio…”
  • Da bambino passavo le vacanze in campagna, dal nonno. Ricordo che quando gli scappava correva allegramente a farla nella vigna, pulendosi con le foglie di vite. Un giorno cercai d’imitarlo ma commisi un grave errore: lo feci – o meglio le feci – sulla riva di un fosso e mi pulii con le prime foglie che trovai. Erano ortiche. La volta successiva il nonno mi raccomandò di andare a farla vicino alle viti, e così feci. Ricordo che mio zio si incazzò moltissimo: girava furiosamente per l’aia gridando “chi ha cagato nella cassetta degli attrezzi?”. Ma la cosa peggiore fu pulirsi con le viti, molto più doloroso che con le ortiche.

Ora il testo di una filastrocca di Giovanni Caviezel sentita di recente su Radio DeeJay durante il programma del Trio Medusa:

Sento !

Sento che qualcosa sta spingendo nella pancia
Forse un ippopotamo o forse il Re di Francia
o un gran bastimento che dall’argine si stacca
forse forse forse, è la mia cacca

forse forse forse, è la mia cacca
forse forse forse, è la mia cacca

c’è qualcosa dentro che vorrebbe uscire fuori
forse prigionieri o forse sono fiori
no forse son galline chiuse strette in una sacca
forse forse forse, è la mia cacca

forse forse forse, è la mia cacca
forse forse forse, è la mia cacca

sento un movimento che si vuole liberare
forse sono onde che s’azzuffano nel mare
forse è un esercito glorioso quando attacca
forse forse forse, è la mia cacca

forse forse forse, è la mia cacca
forse forse forse, è la mia cacca

e sento un gran tumulto che tra poco scoppierà
tremano i tombini sotto tutta la città
forse un terremoto che sconvolge scassa e spacca
forse forse forse, è la mia cacca

forse forse forse, è la mia cacca
forse forse forse, è la mia cacca
forse forse forse, è la mia cacca

E per finire, l’intramontabile Inno del corpo sciolto di Roberto Benigni:

“Hymn of the corp sciolt”

E questo e’ l’inno del corpo sciolto
lo puo’ cantare solo chi caca di molto
se vi stupite la reazione e’ strana
perche’ cacare soprattutto e’ cosa umana.
Noi ci svegliamo e dalla mattina
il corpo sogna la latrina
le membra posano in mezzo all’orto
e questo e’ l’inno, l’inno si’, del corpo sciolto.
Ci hanno detto vili, brutti e schifosi
ma son soltanto degli stitici invidiosi
ma il corpo e’ lieto, lo sguardo e’ puro
noi siamo quelli che hanno cacato di sicuro.
Pulirsi il culo da’ gioie infinite
con fogli di zucca di bietola o di vite
quindi cacate perche’ e’ dimostrato
ci si pulisce il culo dopo aver cacato.
Evviva i cessi, sian benedetti
evviva i bagni le toilettes e i gabinetti,
evviva i campi da concimare
viva la merda e chi ha voglia di cacare.
Il bello nostro e’ che ci si incazza parecchio,
ci si calma solo dopo averne fatta un secchio.
La vogliam reggere per una stagione
e con la merda poi fare la rivoluzione.
Pieni di merda andremo a lavorare
poi tutto a un tratto si fa quello che ci pare
e chi dice te fai questo o quello,
gli cachiamo addosso e lo copriam fino al cervello.
Cacone merdone stronzone puzzone
la merda che mi scappa si spappa su di te!!!

di Roberto Benigni

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